Legge sui Piccoli Comuni: convegno a San Salvo con gli esperti

IMG_6569di Luigi Spadaccini

È stata la Legge sui piccoli comuni al centro dell’incontro tenuto ieri a San Salvo nella sede della PMI Services, che ha promosso l’evento in collaborazione con l’AICCRE-Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa e la Confederazione UN.I.PMI-Unione dell’Industria e delle Piccole e Medie Imprese. Presenti numerosi sindaci ed amministratori soprattutto dell’entroterra, è stato Fabio Travaglini, di recente nominato presidente di AICRRE, ad illustrare i passaggi più importanti della Legge approvata in Senato il 28 settembre scorso, a distanza di un anno esatto dall’analogo passaggio alla Camera dei Deputati: “una legge – ha sottolineato Travaglini – che punta sui servizi innovativi e sulla lotta al dissesto idrogeologico” e che, come ha ricordato l’On. Maria Amato, ha avuto un parto lunghissimo, ben 16 anni.

Tra i punti nodali della normativa, sviscerati anche nel corso dell’incontro, il recupero dei centri storici e l’acquisizione e riqualificazione immobiliare per contrastare l’abbandono di terreni ed edifici; la lotta al digital divide; la garanzia di distribuzione dei quotidiani; la promozione del consumo e della commercializzazione dei prodotti agro-alimentari provenienti da filiera corta; azioni in favore dei collegamenti scolastici, dell’informatizzazione e della progressiva digitalizzazione delle attività didattiche e amministrative; l’istituzione di centri multifunzionali per fornire servizi anche in materia ambientale, sociale, energetica, scolastica e postale.

“Sono contenta di questa legge – ha detto la Amato – perché rappresenta il riconoscimento culturale alla gente, all’Italia, alla sua storia fatta anche di borghi e di arte. Una legge di cultura, che richiama la possibilità di superare l’isolamento attraverso la infrastrutturazione, banda larga in primis, per la quale è previsto un investimento di 2,2 miliardi di euro proprio per i piccoli comuni”, che è bene ricordarlo, in provincia di Chieti sono 90, pari all’86,75 per cento.

Certo la questione dell’esiguità del fondo a disposizione fino al 2023, pari in toto a 100 milioni di euro, resta cruciale, ma per la parlamentare vastese si tratta di una dotazione da integrare attraverso altri fondi nazionali e regionali e soprattutto europei. “In effetti – ha aggiunto – i 100 milioni dovrebbero servire ad accedere alla progettualità europea non perseguibile altrimenti dai piccoli comuni’. ‘Il lavoro da fare – ha sottolineato la Amato – comincia dal pensare che questo non sia un punto di arrivo e che la legge deve essere masticata, compresa, conosciuta; soprattutto bisogna capire come accedere ai fondi europei e che l’accesso a tali fondi è favorito dall’unione”.

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Identità forte e novità sono stati i pilastri su cui ha poggiato l’intervento di Roberto Di Vincenzo, presidente di Confcommercio Chieti, il quale ha sottolineato come la legge affronti “anche la questione della complessità di governo favorendo forme aggregative come l’Unione di Comuni”. Di Vincenzo ha accentato, dunque, la necessità di creare una identità forte, alla stregua di quella su cui si sta lavorando per la Costa dei Trabocchi, anche per le aree interne. Inoltre, sono necessarie innovazione e modernità per valorizzare una proposta territoriale: “senza novità la storia non serve a niente”, ha chiosato.

Parlando di valorizzazione e promozione del territorio, non poteva mancare un breve excursus su un’altra iniziativa di successo, legata in primis all’art. 15 (trasporti e istruzione) della legge: ‘Abitare i luoghi’ è il progetto che coinvolge le scuole ed è stato illustrato da Nicoletta Del Re, dal primo settembre dirigente dell’ITSET ‘Palizzi’ di Vasto. “Una idea partita un anno fa sulla scia del prodotto topico – ha detto – basata proprio su concetti quali identità, storia, valorizzazione e promozione del territorio e dei piccoli comuni’ ‘in cui i giovani possono incontrarsi e riconoscersi diventando oggetti di conoscenza e di comunicazione non solo di arte e di storia, ma anche di artigianato, di eno-gastronomia e tanto altro”.

Per questo si cerca di “dare ai ragazzi una formazione di qualità spendibile nel territorio nel tentativo di far sì che, poi, restino in esso”. Un processo che avviene attraverso quattro passaggi fondamentali quali le visite guidate in circa 150 comuni tra Abruzzo e Molise; l’alternanza scuola-lavoro per i ragazzi dell’ultimo triennio dell’ITSET che parteciperanno alla pianificazione e al management di ogni evento; il gemellaggio tra scuole e Comuni; un convegno in gennaio dedicato al turismo in Abruzzo e Molise.

La chiusura è stata demandata ad Orazio Di Stefano, responsabile di un altro progetto di successo quale il ‘Prodotto topico’, che ha salutato molto positivamente il recupero di un rapporto con le università che potrebbe dare vita ad un partenariato al quale affidare, ad esempio, uno studio serio incentrato in primis sull’edilizia abitativa e il recupero dei centri storici.

In materia di promozione e valorizzazione delle aree interne, Di Stefano ha ricordato come in questi anni si sia lavorato attraverso quattro passaggi importanti: “una azione sulle scuole, una sulla valorizzazione delle tipicità, una sui corsi (e tutti e tre ormai camminano da soli con un buon successo), mentre non si è riusciti a far funzionare il cosiddetto turismo di ritorno”.

Di Stefano ha ribadito come per raggiungere gli obiettivi consentiti da una legge che rappresenta “una inversione di tendenza culturale”, di fronte ad un territorio nel quale i piccoli comuni sono ancora ‘sfibrati’, la soluzione non viene dalla istituzione di un GAL (Gruppo di Azione Locale), ma dal riuscire a strutturare un partenariato concreto tra gli stessi

piccoli comuni

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